MARE D' INVERNO

- Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando. - Che sia troppo tardi, madame ...

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giovedì, 28 ottobre 2004

 

Guardò le macchine ferme, mentre le lancette dell’orologio correvano verso l’ora in cui il suo aereo per Londra sarebbe decollato. Frugò nervosamente nella borsetta e ne tirò fuori una sigaretta che accese nonostante il disappunto del tassista. Ripensò al weekend appena trascorso con il suo uomo: le passeggiate per le strade affollate di Roma, la cena al ristorante giapponese dove si erano incontrati la prima volta e lei? lei aveva parlato di lavoro, del nuovo corso di yoga, ma non aveva parlato con lui. Questo pensiero la fece trasalire ed un po’ di cenere cadde sui pantaloni del suo costosissimo tailleur, lasciando un alone grigio come di rimpianto. Guardò di nuovo fuori, quel volo sarebbe andato probabilmente perso, sospirò, estrasse il telefono cellulare dalla borsa e composto il numero, solo nella sua mente, lo portò all’orecchio e cominciò a parlare: “Ciao, sono io, volevo dirti che probabilmente non farò in tempo a prendere il volo delle cinque così potremmo cenare insieme, la riunione non ci sarà prima di domani pomeriggio, dovrò fare tutto di fretta, ma ci sono abituata – SILENZIO – no, non è per questo che ti chiamo, ma per dirti che mi manchi, che Londra senza di te sembra solo una città grigia e fredda, il corso di yoga lo faccio per non crollare e questi giorni con te sono la mia isola che non c’è; volevo dirti grazie perché mi fai sentire speciale, mi fai sentire bene, mi fai sentire bella ed è una sensazione nuova e piacevole, come l’abbraccio caldo della lana in un giorno d’inverno quando fuori piove. Volevo dirtelo ieri notte, prima di addormentarmi, volevo dirti quanto tutto questo sia speciale, quanto questa lontananza mi pesi, volevo dirti che sarà per sempre, che non mi tirerò indietro, non ora che ti ho trovato”  “Signora guardi, il traffico è diminuito, la lascerò all’aeroporto giusto in tempo per il suo volo”

Lo guardò in silenzio, poi sorrise, mise via il telefono e bisbigliò al finestrino “Prima o poi la faccio questa telefonata, prima  poi”

 

Postato da: maredinverno a 11:42 | link | commenti (21)

Questo è un omaggio un tributo un riconoscimento questo è un ricco omaggio ricco tributo ricco noscimento

pensi sia possibile ed attuabile nel nostro paese un colpo di stato proletario? (di Maredinverno)

La trovo una possibilità sempre più remota. Per spiegare questa mia affermazione consentimi di partire proprio dal concetto di proletario: lavoratore dipendente salariato la cui unica ricchezza è la prole.

Tempo due anni e nessuno di noi sarà più né lavoratore né salariato e in questa condizione ti sfido a dare alla luce una prole. Ergo, non esisterà più nessun proletario e quindi il colpo di stato mancherà di soggetto.

[postato da Succodarancia, all rigths riserved]

Postato da: maredinverno a 10:15 | link | commenti (5)

mercoledì, 27 ottobre 2004

"La morbidezza dell'erba è rimasta la stessa" pensò la ragazza mentre con la mano accarezzava l'umida terra che le aveva dato le origini e che le aveva anche riservato quel destino infame: uno stupido gioco tra monelli e cinque anni prima, uno scherzo del destino, una tragica fatalità avevano spento, come per incanto, la luce dei suoi occhi ed il mondo per lei aveva smesso di esistere, restava un'oscura tenebra illuminata dagli sprazzi di infantili ricordi destinati a sbiadire inevitabilemente con il passare degli anni...quegli anni che l'avevano resa arida, insofferente, egoista forse persino cattiva tanto che gli altri, tutti gli altri, avevano finito con il lasciarla alla sua scorbutica solitudine, alla sua capricciosa indifferenza e sola se ne stava anche quel giorno, al margine dello stagno ad ascoltare rumori familiari e malinconici tentando di ricordare come era quell'universo quando ancora poteva berne con gli occhi e fu allora che tra tanti rumori ne distinse uno nuovo, inaspettato, un rumore di passi che venivano ad infrangere la perfetta icona del suo piccolo rifugio. "Chi è?" - chiese con voce altezzosa...in risposta giunse solo l'avvicinarsi di quei passi e poi il sedersi, di un corpo d'uomo, accanto a lei. "Insomma chi è?"...il ragazzo la guardò a lungo, lasciò che quei suoi occhi di un azzurro indecifrabile la scrutassero per un istante simile all'infinito, poi le prese la mano e tenendola stretta così le parlo: "Il cielo oggi è di un colore che non saprei descrivere: nuvole grige lo sfrastagliano in lontananza verso l'orizzonte sino al limitare del bosco, dove la vegetazione è più fitta, mentre qui, proprio sopra le nostre teste un pallido sole gioca fra le fronde degli alberi illuminando un fazzoletto di azzuro intenso che si offre fiducioso allo spazio circostante. Il tempo oggi sembra fermo e questo cielo, questo cielo forse mi appare così bello solo perchè posso osservarlo riflesso nei tuoi occhi...perchè i tuoi occhi avranno anche perso la capacità di catturare la luce, ma sicuramente hanno quella di restituirla centuplicata e tutto ciò che si riflette nei tuoi occhi, te lo assicuro, vale la pena di essere visto". La ragazza non disse nulla per un lungo, ma impercettibile attimo poi, mentre una lacrima solitaria le colava giù per la guancia sinistra, sorrise e con la voce serena di chi ha finalmente trovato la pace gli chiese - "e lo stagno, com'è lo stagno?". Il ragazzo si schiarì la voce e riprese il suo racconto.

Da allora sono ancora lì: il ragazzo a raccontarle il mondo che lei non può più vedere e lei ad ascoltare il mondo che con il solo riflesso dei suoi occhi è capace di creare per lui...sono ancora lì e forse lì resteranno per sempre

[per te che sai: grazie]

Postato da: maredinverno a 16:24 | link | commenti (9)

"per ogni schiaffo avuto o da avere e non ti restano più guance da offrire e quella mano sempre troppo uguale che non sai evitare"

....il caro buon vecchio Liga, che mi è sempre piaciuto perchè gli sfigati delle sue canzoni mi facevano in qualche modo sentire a casa, ma stavano quel tantino peggio da farmi anche sentire ad un passo della salvezza...è tornato questa mattina insieme ai pensieri bui dell'ultimo periodo.... so che forse non è salutare sguazzare nel "negativo" però ho imparato col tempo che l'unico modo, almeno per me, per venire fuori dalle situazioni è lasciarsi prima sommergere ed allora quando arriva l'abbraccio denso e freddo della delusione, della frustrazione, della tristezza, del dolore o della stanchezza io mi lascio catturare e trascinare giù perchè solo così potrò capire e trovare quelle risposte che mi permetteranno di risalire in superfice ed allora oggi, mi faccio coraggio, prendo un bel respiro, trattengo il fiato e m'immergo ad esplorare il mio malessere in attesa che si compia anche questo ciclo, che il cerchio si chiuda e possa presto tornare a vedere la luce, a respirare l'aria, lì in superfice pronta ad afferrare la mano tesa di chi ama ed è lì per me

Postato da: maredinverno a 10:37 | link | commenti (12)

lunedì, 25 ottobre 2004

NOMENCLATURA DI UN DISAGIO

Chiunque di voi abbia avuto la velleitaria volontà di avventurarsi nell'intricato mondo del lavoro (divenuto ormai ed a tutti gli effetti un'entità quasi fantastica) si sarà sfortunatamente imbattuto in termini spesso incomprensibili se non addirittura comici o finache intimidatori presenti ora mai in modo imprenscidibile in qualsivoglia scenario lavorativo/lavoristico vogliate collocarvi.....

- Recruitment: La cara vecchia selezione del personale che oltre ad essersi vestita di elegante inglesismo si è arricchita di fosche tinte di annichilimento che si concretano in collocqui di gruppo, disegni di animalini davanti a psicologi increduli (più che altro delle spesso scarse doti artistiche del malcapitato candidato), test di personalità (anormalità, normalità, sessualità, viziosità e chi più ne ha più ne metta), la discussione sul caso pratico e persino, ebbene sì, il disegno con i pastelli a cera (mi ricordo che guardai i colleghi candidati in cerca del grembiulino e della maestra)

- Headhunter: No signori, non si tratta di un parente dell'avvenente detective partorito dalla sagace mano di un mangaka giapponese di indiscusso talento, noo signori non è il nome di un'organizzazione para militare cubana con il compito segreto di destabilizzare il potere di Castro e nooo signori non è neanche un neonato gruppo punk britannico che ha scalato le classifiche nell'ultima settimana, bensì trattasi di blasonato ed affermato professionista del recruitment (vedi sopra) che operando nell'ombra per potenti quanto anonime multinazionali ha l'eletta funzione d'individuare gli elementi validi, vincenti, gli outsiders (dotati spessoe  guardacaso di un "innato" pedigree familiare) che porteranno al successo il proprio datore di lavoro....

- Società interinali: Cosche mafiose foraggiate dallo Stato che si propongono di migliorare ed implementare l'incontro di domanda ed offerta (?) risolvendo alla radice il problema dell'inoccupazione/disoccupazione giovanile (e non solo). Peccato che spesso i c.d. selezionatori (mi scuso per i presenti che dovessero sentirsi tirati in causa) non sappiano distinguere una competenza specialistica da una licenza media ed un laureato in giurisprudenza si trovi messo in lista per diventare (udite udite) venditore di tappeti (lettera di un lettore di Lavorare, apparsa sul numero della settimana scorsa)

- Commisioning Manager, Account Manager, Sales Executive Junior, Junior Buyer....: Le figure professionali ricercate talmente altisonanti quanto incomprensibili che il povero malcapitato di turno decide quali annunci consultare sulla base della loro classificazione cronologica e/o geografica mentre l'italiota idioma perde colpi davanti all'esasperata inglesizzazione dei termini lavorativo/carrieristici

E allora signori che rimane se non colorare pagine web e spargere in rete questo mio malessere, questo mio urlo troppo a lungo represso e ormai sul punto di esplodere?!

Che rimane se non la vostra discreta presenza, la vostra brillante complicità....?!

GRAZIE SIGNORI, GRAZIE DI CUORE A TUTTI

Postato da: maredinverno a 18:03 | link | commenti (24)

giovedì, 21 ottobre 2004

Chiedo scusa in anticipo per la lungaggine del seguente post.

E' una cosa vecchia scritta tempo fà ma che oggi ho tanto bisogno di sentire di nuovo mia....



RIPENSANDOCI



Il peso di mille vite, tutte quelle che avrei voluto, sulle mie spalle, da sempre troppo piccole e stanche .... peso assoluto che mi schiaccia, proprio come ora che ho deciso di restituire la mia, chissà a chi e chissà come...

La città vista da quassù è come non mi aspettavo: bella di una bellezza disarmante, perché del tutto fuori luogo, perché uno non lo sa o forse non lo vuole sapere che una città sbagliata come questa, possa essere, tra tante cose, anche bella...

La gente non c'è o meglio non posso vederla - forse è tutta qua la magia - persa per i vicoli e le strade, umide e sporche, che corrono qui sotto, laggiù in basso da dove non possono farmi male, non ancora almeno, non prima dell'impatto con il mio corpo, riluttante a quest'ultimo volo.

C'è silenzio, questo soprattutto stupisce, il fatto che per una volta la città mi arrivi prima negli occhi che nelle orecchie, con un tuffo improvviso, ma pacato...

Le stesse luci sono diverse: stratificate un po' più in basso non possono oscurare le stelle che ci sono ancora, ci sono sempre e come sempre sembrano piccole e solitarie nel loro sfolgorante scintillio: infiniti diamanti su una trapunta di velluto nero.

E' strana la sensazione che sento dentro in questo istante, una sorta di dilagante confusione che offusca lentamente ogni mio pensiero e tutti i miei propositi, anche l'ultimo, anche quello che mi ha portato fin quassù...è che fa strano pensare di andarsene volontariamente da qualcosa di bello, come questa dannata città vista da qui: qualcosa che accogliendoti rende forse - ma è solo un'illusione - bello anche te...bella anche me che non ho saputo esserlo mai.

Non saprei dire se sia stata la vicinanza delle stelle, la lontananza del resto dell'umanità o solo l'odore inconfondibile dell'ennesima notte della mia vita ad avermi fatto decidere di tenermela, lisa e rattoppata che sia, di tenermela stretta a dispetto delle luci, del rumore e degli altri...

E allora cammino nella penombra dei lampioni sapendo che vista dall'alto sarei anch'io, dentro alla mia città, inaspettatamente ... bella."







































Postato da: maredinverno a 22:55 | link | commenti (45)

....

noi umani si vive in questo mondo in bilico sul filo sottile della serenità ed a volte basta anche solo una folata di vento perchè si perda inesorabilmente l'equilibrio e si precipiti in chissà quale abisso

Postato da: maredinverno a 10:57 | link | commenti (10)

ALLA MADRE OSCURA



La Notte

ha un suo colore

che scivola via dagli occhi

agli antipodi del pensiero

tra le note di una voce d'argento

in un letto di troppe spinte e sospiri pesante



La Notte ha un suo profumo:

di fiori non colti, angoli non voltati

vicoli lontani in cui i gatti

si litigano il contenuto di secchioni

rovesciati per sempre, per sempre rotolanti

verso un finale che non vedrai mai



La Notte

ha i suoi mille dolci terrorizzanti suoni

galleggianti nell'oceano del silenzio a branchi

compatti e caotici guizzi di vita

sotto la volta senza stelle del soffitto

fuggono veloci, più della tua capacità di afferrarli e farli tuoi



La Notte

ha occhi grandi piantati dentro i tuoi

pupille insensibili eternamente dilatate dalla mancanza di luce

nella loro immensità

che ti scrutano strappando via tutti i tuoi strati

fino a lasciarti impietosamente nudo e solo

nel tuo mondo interiore



La Notte

ha dita esperte

che carezzano con voluttà la parte più intima

dei tuoi pensieri

per spalancarne le porte



La Notte

ha un corpo perfetto col quale ti circonda

come plasma primordiale

ripiegato su te stesso viaggi fino alla fonte del tuo io

indietro fino all'idea che ti generò



La Notte

è la tua madre - amante

che ti trascina in un amplesso divorante

per restituirti poi alla vita

con una nascita che si rinnova ad ogni alba






























































































Postato da: maredinverno a 00:45 | link | commenti (10)

mercoledì, 20 ottobre 2004

DIMMI COME POSTI...E TI DIRO' CHI SEI

Le blogstar blasonate hanno i loro super-affolati blog rodei (in cui scorrazzano allegramente depositando pensieri più o meno geniali a profusione) e son giorni che cerco di tirar fuori un'alternativa (non dico necessariamente valida s'intende) a tale tipo di manifestazione e così riflettendo su tutti voi (che avete allietato questo mio piccolo spazio con i vostri commenti e riempito le mie giornate con i vostri blog) mi è passata per la testa, tra un neurone e l'altro, un'idea un po' così.

Ognuno di noi ha un modo del tutto personale di esprimersi, di vedere la vita ed il mondo che ci circonda, ognuno ha i propri amori e le proprie frustrazioni ed allora mi sono chiesta se riuscirei a riconoscere ognuno di voi, se riuscirei anche senza il vostro nick lì sotto in bella vista a capire chi di voi si cela tra quelle parole, chi si nasconde tra quelle brillanti lingue d'inchiostro...non so neanche se e quanto sarebbe realizzabile da un punto di vista tecnico (forse basterebbe non loggarsi per comparire come anonimi?) però sarebbe bello o almeno divertente provare ad intuirvi al di là di questo schermo...

un'idea così, però è la mia idea di oggi

Postato da: maredinverno a 14:36 | link | commenti (16)

martedì, 19 ottobre 2004

AH PERO'

Questa mattina ho dovuto constatare con mia somma sorpresa ed una giusta dose di sconforto che non esistono solo le auto di cortesia ( quei veicoli più o meno funzionanti/funzionali che vengono gentilmente messi a disposizione dalla compagnia assicurativa in caso di sinistro stradale che abbia reso momentaneamente, ma totalmente, inservibile l' autovettura di proprietà) ma esistono anche, mi si passi il termine, i così detti "cervelli di cortesia": apparati assimilabili almeno per le funzioni elementari all'organo cerebrale umano che vengono utilizzati da individui scarsamente o affatto dotati di materia grigia (o tendente al grigio) per sopperire alle loro più che evidenti manchevolezze cognitivo-intellettive. Tali aopparati rientrano normalmente nel novero delle cosi dette avanguardie tecnologiche per cui può essere considerato alla stregua di un "cervello di cortesia" un palmare, un pc ed in casi estremi anche un organizer elettronico ossia una sorta di archivio mnemonico che consenta al soggetto in questione di reperire quantomeno le informazioni concernenti la sua esistenza (lavorativa e/o privata) dell'ultimo anno (in alcuni casi degli ultimi due) in modo da poter eseguire delle operazioni inferenziali di classe base (del tipo...uhm quel giorno ero lì per cui probabilmente ho fatto questo e/o può voler dire questa cosa piuttosto che un'altra, ecc). La pericolosità intrinseca di tali soggetti (soprattutto quando il loro esistere risulta profondamente inserito nel connettivo del tessuto sociale) è facilmente intuibile poichè se normalmente possono apparire come persone distratte e/o approssimative, spesso smemorate, nel caso di perdita e/o furto del suddetto "cervello di cortesia" si trasformano in vere e proprie mine vaganti la cui capacità lesiva è esponenzialmente proporzianale allo status sociale di appartenenza. Pertanto, se normalmente si è portati alla tolleranza  se non addirittura ad una sorta di genuino pietismo nei loro confronti, venirne a contatto in totale assenza dell'apparato cerebrale suppletivo può portare a gradi di stress che rasentano la follia....ne ho avuto la prova pochi minuti fa e questa mia esternazione è solo un tentativo di non perdere definitivamente la calma se non anche e addirittura la ragione

 

Postato da: maredinverno a 09:49 | link | commenti (75)