GOCCE DI LUNA
Quella notte si stava rivelando più lunga del previsto e la ricerca di una preda cominciava a diventare un problema. Era stanca, dannatamente stanca di doversi accontentare del sangue aspro di qualche dannato roditore quello di cui aveva bisogno era della carne umana: fresca e giovane...una pelle liscia e calda da accarezzare, da mordere, da violare.
Ne sentiva quasi l'odore mentre si aggirava al limitare del bosco, vicino al margine orientale di quella piccola cittadina di provincia, apparenetemente disabitata . Stava lì immobile accanto ad una quercia, con i raggi della luna che cadevano lievi sui suoi lunghi capelli corvini ed attendeva, come un animale feroce scrutando nel buio in cerca di qualcuno di cui nutrirsi e quel qualcuno, d'improvviso, arrivò.
La luna illuminò generosa la prosperosa scollatura di una giovane donna, forse appena 20enne, che si recava come di consueto al lavatoio per raccogliere acqua per la notte. Le mani rese forse meno gentili da ore ed ore di lavoro apparivano comunque belle ed agili mentre stringeva con vigore il manico della brocca di porcellana bianca che rifletteva ed amplificava i soffusi chiarori lunari. Il passo era deciso, ma pacato e la lunga gonna rigonfia strusciando a terra innalzava piccoli ed innocui mulinelle di polvere giallognola che davano alla scena un qualcosa di vagamente surreale. I suoi occhi non riuscivano più a staccarsi da quella figurina agile che inconsapevolmente si avvicinava al suo destino: ne scrutava ogni più piccolo particolare immaginando già le vene pulsanti del collo coperte da quei lunghi e soffici capelli biondi. Cominciò a spostarsi all'ombra degli alberi avvicinandosi sempre più e proprio in prossimità della fontana le si mostrò .
La ragazza sembrò dapprima sorpresa della sua presenza, poi in nome forse di una curiosa quanto strana complicità tutta femminile le sorrise scoprendo dei denti bianchissimi che si incastonavano nel carminio di quelle labbra come piccoli preziiosissimi diamanti cui due occhi di azzurra limpidezza facevano da degna cornice. Un fremito, dinanzi a tanta disarmante bellezza e graziosa ingenuità sembrò per un attimo risvegliare in lei ricordi di antichi sentimenti umani, ma fu solo l'ombra di un attimo.
Ricambiatole il sorriso, le si avvicinò ancora osservandone le movenze mentre tranquilla la giovane si chinava a riempire la brocca ed i capelli nella nuova posizione lasciavano scoperto un piccolo triangolo di pelle candida proprio sotto l'orecchio destro. Un prurito folle ed una fame animale s'impossessarono improvvisamente di lei rendendola terribilmente audace: in pochi agili mosse fu accanto alla ragazza che si voltò d'improvvisio a fissarla negli occhi mentre l'azzurro dei suoi cominciava a vibrare impercettibilmente di paura, ma anche di insana eccitazione...eccitazione che la colpì improvvisa ed inaspettata mutando i suoi piani di quella notte.
Le sorrise ancora, le si avvicinò di più e cominciò ad accarezzarle i capelli mentre l'altra restava indecisa se sottrarsi o meno a quel gelido tocco, sotto i raggi duna luna strana e suadente, che le mostravano il volto di quella donna apparentemente senza età che senza dire nulla la stava finelmente facendo sentire, per la prima volta, una donna bella, una donna desiderabile e proprio quel sentimento continuava a tenerla lì, inchiodata a quegli occhi, a quei lineamenti nonostante l'angolo più remoto e profondo della sua anima stesse gridando di puro terrore.
La donna si chinò su di lei, le carezzò le labbra con l'indice della mano destra ed un freddo innaturale le gelò per un attimo il sangue nelle vene, mentre la parte più razionale di lei cominciava vagamente ad intuire con chi o cosa avesse realmente a che fare eppure il sentimento prediominante sembrava restare quello della curiosità e dell'attrazione, attrazione che calamitava ogni suo atomo verso quella donna e che le impediva di sottrarsi alla carezza voluttuosa di quelle labbra ed infine al bacio gelido ma vibrante di passione che le tolse quasi il respiro mentre la brocca stretta fino ad allora tra le mani rovinava a terra in mille frantumi.
Il suono cristallino della porcellana infranta sembrò per un attimo riportarla alla realtà così aprì d'istinto gli occhi per trovarsi immersa in quelli della straniera che stava ancora gustando della sua bocca e che senza mai smettare di guardarla si stava facendo strada nel suo corpo e tra i suoi capelli, verso il suo collo.
Il bacio finì e la bella sconosciuta finalmente le parlò sussurrandole all'orecchio con parole di fuoco e quando le sorrise di nuovo mostrandole finalmente la sua vera natura e l'acuminato profilo dei suoi canini, tutto ciò che la ragazza seppe e volle fare fu annuire ed offrirsi cosaì ad una nuova, agognata vita.
ESISTO DI NUOVO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Grazioe 1000 Potamina....non che abbia molto da dirvi ore, però sapere che posso di nuovo farlo è una bellissima sensazione perciò buona gironata a tutto e un bacio grande grande